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La Casa San Michele è sorta nel lontano 1878 come opera parrocchiale per iniziativa dei parroci della Parrocchia San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento (NA): Don Francesco Castellano (1866 – 1885) e Don Michele Maresca (1885 – 1945).

Nel 1878 si verificava in Penisola Sorrentina un crescere di poveri, anziani, malati, dovuto a cause contingenti quali la forte emigrazione di giovani nelle Americhe a seguito della cessazione della costruzione di navi in legno della nostra marineria mercantile, un tempo florida. Il Parroco Castellano per far fronte a tale situazione, almeno nella propria parrocchia, affittò parte dell’attuale fabbricato per dare ospitalità alle tante situazioni di indigenza presenti nella zona. Il suo successore, Parroco Michele Maresca, avvertì ugualmente il disagio dei suoi parrocchiani poveri e soli e ritenne suo dovere prendersene cura e sviluppare l’opera iniziata dal suo predecessore Parroco Castellano. Per cui acquistò il fabbricato e parte del comprensorio attiguo realizzando così buona parte dell’attuale sede della Casa San Michele. Successivi ulteriori ampliamenti hanno dato alla luce la struttura così come oggi si presenta completa di parcheggio e giardino attrezzato, ma già del 1890, anno della ufficiale inaugurazione, la Casa era già attrezzata e funzionante, completa di camere, letti  e servizi, capace di accogliere da 50 a 60 persone. Nello stesso anno la casa fu affidata alle Suore “del Boccone del Povero”, meglio dette Suore Serve dei Poveri, ordine fondato dal Beato Giacomo Cusmano in Palermo.

Tante illustri persone del tempo hanno collaborato operativamente ed economicamente alla nascita della Casa San Michele, in particolare si ricordano il Sig. Giovan Giacomo Cafiero, la Principessa Maria Gartchacow, la Sig.ra Cafiero, la Principessa di Fondi – Donna Bianca Colonna, il Comm. Don Francesco Campa. Successivamente anche enti pubblici, associazioni ed altri privati cittadini sostennero l’opera appena sorta con donazioni, beneficenze e lasciti. In particolare, il Consiglio Comunale di Piano di Sorrento, nel 1921 deliberava l’elezione a Ente Morale dell’Ospizio San Michele ed assicurava perpetuamente il pagamento di un assegno annuale. Nello stesso anno il Parroco Maresca col sussidio dell’illustrissimo Avv. Francesco Saverio De Angelis, segretario dell’Ente, diede personalità giuridica all’ente dotandolo di Statuto con una finalità specifica ed indelebile: “L’Ospizio dei vecchi e delle orfanelle è Opera di Dio e tutti gli amministratori si tengano così disposti a cooperare fedelmente e con intelletto di amore al migliore sviluppo della stessa, per il bene dell’umanità sofferente, per il decoro del Paese e per conseguire il premio inestimabile della carità”. Quindi con regio decreto, nel 1930 fu sancita la elezione ad Ente Morale.

L’Opera procedette per molti anni nella maniera stabilita con detto Statuto, superando e svolgendo la sua missione anche negli anni difficilissimi della guerra. Successivamente, negli anni ’60, il parroco Sessa, constatando le mutate esigenze di vita della popolazione e la nuova filosofia dell’assistenza non più basata sui principi del “piatto/letto” (fornire ai poveri un piatto ed un letto) decisero di privilegiare il solo ramo dell’assistenza agli anziani (eliminando l’assistenza alle orfanelle, già offerta in molti altri istituti della zona) e di avviare una trasformazione strutturale e logistica che eliminasse le grosse camerate-dormitori donando un po’ di privacy in più agli ospiti. Il costo di tale trasformazione fu ingente e si potè sostenere solo con la vendita di alcuni beni immobili e con un lascito ricevuto dai conti di Vadi Fondi. Nel 1968 fu attuata la modifica della denominazione da “Ospizio di mendicità” a “Casa di Riposo”.

Gli anni successivi furono contrassegnati da una dura battaglia legale per evitare che, a causa del DPR 616/1977, l’Ente Casa di Riposo fosse soppresso e divenisse proprietà comunale. La battaglia fu vinta e nel 1981 la Regione Campania  decretò l’Ente escluso da tale DPR, riconoscendone la storica istituzione come opera religiosa di carità cristiana, dando così il via ad un percorso di trasformazione giuridica che ha condotto nel 1998 la Casa di Riposo a divenire una O.N.L.U.S., ovvero una azienda senza fini di lucro, assumendo la attuale denominazione in “Fondazione Casa di Riposo San Michele Arcangelo”.

Gli ultimi recenti anni della storia della Casa San Michele vedono l’investimento di tutte le energie economiche e non nella trasformazione definitiva della Casa in un vera e propria villa, “casa-albergo” per pensionati, ospiti ultrasessantacinquenni residenti nella struttura, come si presenta a noi oggi. Una Casa-Albergo ove il tempo sia vivo, ricco di iniziative ed occasioni di impegno, socializzazione e progetti.

 

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